Il M5S primo partito ad Acerra

Si sono concluse anche le elezioni Europee e adesso è tempo di fare un’attenta analisi, sia a livello nazionale, sia a livello locale.

Si conferma prima forza politica della nostra città il Movimento Cinque Stelle con circa il 50% dei consensi, che a livello nazionale prende una tranviata tale da riconoscere come primo responsabile Luigi Di Maio, non in qualità di ministro, ma il qualità di capo politico di un movimento che, stando alle accuse lanciate dalla base, avrebbe reso la forza politica creata da Grillo e Casaleggio un vero e proprio partito, causando l’indignazione di non pochi attivisti storici spalmati su tutto lo stivale.

La Lega sfonda ovunque, anche ad Acerra riesce ad attirare l’attenzione.
Nel nostro paese il partito guidato da Matteo Salvini ottiene l’11% e pensando ai precedenti, si tratta di un grande risultato.
Lega che nel resto della penisola ha ottenuto una valanga di consensi, anche al Sud.

In ripresa anche il Partito democratico che con il suo 23%, si assesta al secondo posto a livello nazionale.
Il partito guidato da Zingaretti ad Acerra resta sopra alla Lega e insegue il M5S, ottenendo circa il 16% dei consensi.

Ad eccezione di Forza Italia, che ha ottenuto circa il 10% ad Acerra e l’8% in tutta Italia, tutte le forze politiche restanti si assestano sotto al 5%, compresa Fratelli d’Italia che a livello nazionale si è portata poco sotto alla percentuale ottenuta dal partito di Berlusconi.

Dopo aver mostrato alcuni numeri, è doveroso fare un’ultima riflessione:
Il M5S con queste ultime elezioni riconosce Acerra e il resto della Campania come punto di forza, un dato interessante anche in vista delle prossime regionali.

La Lega riesce a sfondare al Sud e ottiene il pienone al Nord, quindi adesso non ci resta che capire fino a che punto il Carroccio riuscirà a gestire questi consensi e soprattutto se la Lega riuscirà ad ottenere consensi maggiori con il passare del tempo.
Il Partito Democratico ad ogni elezioni Europee rinasce, ovviamente è lontanissimo da quel 40% ottenuto da Renzi nel 2014, ma stando al calo subito alle scorse nazionali, pochi avrebbero immaginato il sorpasso sul M5S, che alle politiche nazionali ha ottenuto il 32%.

In Europa la situazione non è cambiata tantissimo:
I sovranisti, ad eccezione di alcuni paesi dove a vincere sono stati il partito della Le Pen in Francia, Orban in Ungheria e Salvini in Italia, hanno fatto fatica a portare avanti le proprie idee e non riusciranno riempire il parlamento europeo con i seggi assegnati.

Anche in queste elezioni i cittadini europei, confermando la volontà da parte dei cittadini di volere un’Europa unita, hanno allontanato tutte le forze politiche anti-Euro e anti-Europa.

Al Partito Popolare vanno 178 seggi, ai Socialisti e Democratici spettano 152 seggi, mentre ai Liberali 108. Quarti i Verdi con 67 europarlamentari, poi i Conservatori a 61, mentre l’Enf (il gruppo della Lega di Salvini) avrebbe 55 seggi e l’Efdd (il gruppo dei Cinque Stelle e di Farage) 53. 

Il Parlamento Europeo è stato formato, le forze politiche si sono misurate tra loro, adesso è una nostra speranza vedere tali forze applicarsi per il bene della collettività dal punto di vista locale, regionale, nazionale ed europeo.

Christian Gargiulo

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Autore dell'articolo: Christian Gargiulo

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