L’eterna epopea della mensa scolastica ad Acerra

I genitori e il corpo insegnante che già nel triennio 2012-2015 hanno vissuto l’epopea della mensa scolastica speravano che quello potesse essere un capitolo chiuso e destinato a non ripetersi mai più. Purtroppo quattro anni dopo le famiglie acerrane si trovano nuovamente a fronteggiare gli stessi disagi.

Infatti, dopo la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, n. 7059, del 10.12.2018, si è verificato un empasse amministrativo che ha portato ad un allungamento dei tempi burocratici per l’affidamento della mensa scolastica che rischia di non partire per il seguente anno.

Al momento c’è una sorta di mensa autogestita i cui disagi ricadono su genitori che devono organizzarsi per preparare il pranzo a casa da fornire ai bambini prima dell’inizio delle lezioni oppure in alternativa prelevare i bambini prima della pausa pranzo facendogli, di fatto, perdere ore di lezione. Tale soluzione però fa ricadere incomodi sui bambini che devono consumare un pasto preparato almeno 4 ore prima e non conservato in ambienti adeguati bensì nello zaino e sugli insegnanti, che vedono ridursi i bambini presenti in aula il che, di conseguenza, fa rischiare una riduzione nel corpo docenti.

Una soluzione, per attenuare i disagi arrecati ai bambini, alle famiglie e al corpo docenti, può essere l’affidamento diretto del servizio sino all’individuazione definitiva dell’aggiudicatario. Cosa tra l’altro proposta dal MoVimento 5 Stella tramite una Petizione Popolare e subito ripresa dal PD, che con la consigliera Montesarchio ha protocollato una mozione similare.

Se tale eventualità dovesse verificarsi sarebbe necessario, onde evitare di ricadere nei problemi verificatisi con la precedente gestione del servizio, relativi per lo più alla qualità del cibo somministrato, elaborare una regolamentazione dettaglia a cui dovrà ispirarsi l’avviso di cui all’art. 36 del D.lgs. 163/2006. Infatti, nel triennio 2015-2018 la mala gestio della mensa da parte della ditta appaltatrice, ha costretto i genitori a formare un comitato ispettivo.

I genitori, infatti, al fine di salvaguardare la salute dei bambini, in quanto si sono verificati numerosi casi di somministrazione di alimenti di dubbia qualità, hanno dovuto autonomamente monitorare l’operato della ditta fornitrice del servizio.

La mensa scolastica è un momento importante anche per una corretta educazione alimentare.

E’ un’occasione in cui i bambini sperimentano, oltre che la convivialità con i propri compagni, dei cibi e alimenti nuovi che magari, fuori da quel contesto non hanno voluto o potuto assaggiare.

Sono quindi stimolati a mangiare in modo più sano. Il momento del pasto a scuola diventa anche un importante strumento di prevenzione dell’obesità infantile e, in Italia, quasi 1 bambino su 10 è obeso e 2 su 10 sono in sovrappeso, non può prescindere dal garantire un forte investimento nell’educazione alimentare e nella refezione scolastica. Per questo l’auspicio di una rapida risoluzione della problematica è più che mai impellente.

Granata Armando

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Autore dell'articolo: Armando Granata

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