PAISÀ – Modestino De Chiara, il maestro che sorride alle “note”

Fa freddo e sono le 21.30 di un venerdìi di novembre. Varco la soglia di Bacalajuò di Luigi Esposito con Modestino. Sono conscio della serata che mi aspetta. Una cena con il real-baccalà accompagnato da un Aglianico datato 2013. Elia scriveva: “Non ci sono più profeti? Non possiamo dirlo; l’importante è distinguere i falsi dai veri profeti e, questo, vale per tutte le epoche. Forse l’elemento fondamentale per distinguerli è che il falso profeta si sente profeta e il vero profeta non si sente profeta”.Modestino De Chiara, l’amico che tutti vorrebbero, l’uomo-maestro che custodisce scrupolosamente le speranze ed i ricordi della comunità intera, allargando con il suo sapere le conoscenze del territorio. Mi sento piccolo innanzi a lui, ma apprendo ogni sua parola, ogni suo movimento, ogni gesto, ogni suo aneddoto. Musicista, pensionato, di anni 72, continua il suo impegno per i giovani che intraprendono gli studi della musica. Nel 1982 riceve dall’amministrazione comunale di Acerra l’incarico per la ricostruzione della civica scuola di musica e la banda musicale. A tutt’oggi svolge mansioni di direttore di questa istituzione a titolo di volontariato. Ha costituito anni fa un circolo culturale denominato “Don Pedro Alvarez de Toledo” volendo omaggiare quel viceré spagnolo che nel 1530, nel suo piano riforme, prese a cuore la città di Acerra operando una vera e propria riforma ambientale. Impegnato da sempre nelle attività culturali della città, sovente preoccupato per il futuro dei giovani, ha sempre messo in gioco la propria professionalità e le proprie energie. È una persona di una antica eredità di affetti. Nel 1966 fece parte del sodalizio culturale “Il convivio” e lì, insieme al compianto prof. Aniello Montano, promosse iniziative artistiche tra le quali rassegne dedicate a due grandi pittori acerrani: Salvatore Fatigati e Vittorio Piscopo. La Sua attività lavorativa iniziò nel 1969 in Calabria come insegnante di educazione musicale. Passò poi nel Lazio ed in provincia di Napoli. Non ha mai interrotto i rapporti con il mondo accademico-musicale, sia con gli studi sia con lo svolgimento di attività didattica, insegnando nei conservatori di Potenza, Latina, Avellino, Napoli. Conobbe da studente, nel Conservatorio di Napoli, musicisti acerrani dal calibro di Raimondo Sorrentino, Carlo Uva, Ulderico Paone, ai quali ha dedicato poi pubblicazioni corredate da documenti che fanno parte ormai dell’archivio storico della civica scuola di musica. Tutto questo materiale sarà riportato sul portale del comune di Acerra in “museo virtuale” della banda e della scuola. Conobbe un grande musicista e didatta, tale maestro Antonio Buonomo, primo timpanista del Real Teatro S. Carlo di Napoli, e di cui fu per alcuni anni suo allievo, ricevendo grande lezione di musica e vita. Modestino ricorda con voce commossa il maestro Cuono Correra con cui iniziò insieme il percorso di studi nel Castello Baronale con il maestro Florindo Damiano. Il luogo oggi ristrutturato, era deposito di banchi scolastici.”Io, figlio di un muratore ed egli, figlio di barbiere, non avremmo percorso quella strada in mancanza della scuola popolare di musica con i principi del “soccorso” ai meno abbienti. Che dire, la lezione del primo maestro Vincenzo Panico e del compianto polistrumentista Antonio Russo è servita”. Modestino non trascura i momenti di difficoltà del suo lavoro e ricorda i tanti momenti cui è rimasto al centro del “fuoco amico” che tuttora permane, ma è parte del nostro quotidiano. Fu consigliere comunale per vent’anni ed assessore alla pubblica istruzione per otto mesi. Fu segretario e capogruppo in consiglio comunale per conto del PCI, contribuendo alla costruzione della “Casa del Popolo”, naufragata purtroppo in un “nonnulla” dopo trent’anni. Lascerà a breve questa attività anche perché fedele al passaggio del testimone. Cosa farà? Frequenterà laddove è possibile il Conservatorio di Napoli per abbeverarsi ancora di quel mondo magico e si prodigherà per l’associazione “Musicisti Irpini Riuniti” di cui è presidente. Lascia alla città tremila tra documenti, foto e strumenti musicali d’epoca; documenti sui riti della Madonna dell’Arco, una bellissima mostra, pubblicazioni e documenti sulla processione documenti Venerdì Santo che fu oggetto di ricerca condotta con il maestro Giovanni De Falco. Documenti come il cd “Note in pasta”, su ricerca condotta da Tommaso Esposito con il museo di Pulcinella, il cd “Benvenuti ad Acerra”, canzoni di Falvo cantate da Laura e Salvatore Misticone, strumentate dal maestro Mario Ciervo. Non da dimenticare l’esperienza teatrale avuta con il regista Bruno Garofalo con “Novecento Napoletano “. A termine di quella sera, ove ci fu una cena-intervista, Modestino ci tiene a dichiarare che “a quelli che mi succederanno, consiglio di lavorare per il coordinamento dei giovani strumentisti locali per la costituzione della banda giovanile e l’organizzazione del coro di voci bianche. Diversamente, il ruolo della civica scuola di musica non avrebbe più senso, vista la presenza di tre scuole medie ad indirizzo musicale ed il liceo musicale stesso.”Ritorno al “profeta” di prima, concludendo alla Marchese. C’è un detto che dice: “dimmi chi sei e ti dirò cosa fai”…con il maestro Modestino De Chiara vale quello del Viviani che recita: “se non c’è più niente da dire…meglio un solo atto che tre, con un pubblico disattento”. Chest’è appassionatamente, il MARCHESE.

Vincenzo M. Pulcrano

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Autore dell'articolo: Vincenzo M. Pulcrano

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