Paisà – Zì MIMILLO GALASSO pensieri sparsi ad un uomo perbene

Ci sono persone, a prescindere da quel che hanno o non hanno, denaro, bell’aspetto o connessioni sociali, che emanano sempre energia e fiducia in se stesse e negli altri. Anche i più scettici finiscono per innamorarsi di queste personalità così affascinanti. Zì Mimillo era una di queste. Aveva cucito addosso l’anima della festa, del sorriso, dell’educazione, della disponibilità, persona a cui ti rivolgevi per un aiuto, consigli o semplicemente per compagnia. Personalmente non riuscivo a farne a meno della Sua compagnia, anche in quei giorni in cui un semplice buongiorno ed una veloce stretta di mano, mi portava a chiedermi: che cos’ha più di me? Cosa rende questo uomo così “irresistibile”?

Lui mi affascinava, la sua irresistibilità non era l’effetto di un colpo di fortuna, educati si nasce nel proprio io. Amato da tutti, era il punto di riferimento a piazza Duomo. Aveva il volto ch’era lo specchio dell’anima. Non ha mai cercato conferme, perché abbastanza sicuro di se stesso da non averne bisogno. Zì Mimillo mi ha insegnato i comportamenti “eleganti” per poi poterli replicare a mio proprio vantaggi, dando ulteriormente il benvenuto ad una nuova versione di me stesso. Commerciante ittico, nasce in Acerra l’8 maggio del 1926. Sposato con Raffaella Amoruso e dal matrimonio nascono 6 figli: Concetta, Anna, Giuseppe, Rosa, Filomena e Raffaele. J.K.Rowling scriveva: ” è facile capire com’è una persona osservando in che modo tratta chi gli è inferiore e non chi è un suo pari”.

È vero…!!! Zì Mimillo era persona che non aveva mai peccato di orgoglio. Disponibile, sincero, vero, sorridente, onesto, gentile nella sua sobria eleganza. Bravo a leggere gli altri e ad aggiustare il suo comportamento di conseguenza. Anche quando si parlava di calcio o sport vari, presso il circolo di piazza Duomo o al bar, lasciava poco tempo alle chiacchiere, si concentrava su ciò che diceva. Della vita narrava ch’era un’avventura straordinaria ed aveva quella mentalità di trattare i problemi come ostacoli temporanei e non destini inevitabili. Il 19 settembre, questo uomo perbene si allontanava “momentaneamente” per raggiungere la moglie Raffaella nel celeste Divino. Aveva 93 anni…”anagraficamente”, 20 nella mente e nel cuore. Grazie zì Mimì e “prima o poi…a presto”.

chest’è – il MARCHESE

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Autore dell'articolo: Vincenzo M. Pulcrano

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