Passa all’esame del Senato la riduzione del numero dei parlamentari

La Commissione Affari Costituzionali, nella seduta del 10 ottobre scorso, ha stabilito l’esame congiunto degli Atti Senato nn. 214, 215 e 805 in sede referente. Si avvia dunque un ciclo di audizioni informali rispetto ai disegni di legge costituzionale e conseguentemente ha inizio la discussione generale.

L’opposizione rappresenta quanto emerso nelle audizioni: in particolare la necessità di accompagnare la riduzione del numero dei parlamentari con altri interventi costituzionali (o di incidenza costituzionale, come una riforma della legge elettorale diversa da quella attualmente in discussione proposta dalla maggioranza; l’età dell’elettorato attivo e passivo; la possibilità di coinvolgere le Regioni  o razionalizzare il bicameralismo; di osservare come la riduzione del numero dei parlamentari debba corrispondere ad un incremento del funzionamento del Parlamento e non solo alla esigenza di contenere i costi della politica.

Il tema più controverso è la possibilità che diminuendo il numero senza accompagnare l’operazione con ulteriori interventi, sia posto in pericolo il principio di rappresentatività dei parlamentari.

Nella seduta del 12 dicembre 2018, il relatore sen. Calderoli presenta la proposta di un nuovo testo, adottato come testo base dalla Commissione per il seguito dell’esame. Consta di quattro articoli: l’articolo 1 riduce il numero dei deputati da 630 a 400, e quelli eletti nella circoscrizione esteri da 12 a 8, pertanto riduce il numero dei seggi da attribuire alla circoscrizione nazionale da 618 a 395. L’articolo 2 riduce il numero dei senatori da 315 a 200, quelli eletti nella circoscrizione esteri da 6 a 4, prescrivendo che nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a 4 (invece di 7), il Molise e la Valle d’Aosta ne hanno uno. L’articolo 3 stabilisce che il numero di senatori di nomina presidenziale in carica (i senatori a vita) non può in alcun caso essere superiore a cinque. L’articolo 4, infine, dispone l’applicabilità delle modifiche dalla data di primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della legge costituzionale.

Il testo licenziato dalla Commissione il 19 dicembre scorso passa all’esame dell’aula del Senato e trattandosi di un disegno di legge costituzionale di revisione ex art. 138 della Costituzione, il procedimento legislativo è aggravato.

Questa riforma relativa alla riduzione del numero dei deputati e senatori è parte integrante del programma di governo sottoscritto dalla maggioranza nell’ottica di razionalizzare la spesa pubblica e semplificare l’iter  di approvazione delle leggi.

Francesco Urraro

Senatore Movimento 5 Stelle

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Autore dell'articolo: Francesco Urraro

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