Sostegno alle imprese e riequilibrio territoriale

La Raccomandazione n. 2 formulata nei confronti dell’Italia dal Consiglio dell’UE nel mese di luglio 2018 sollecita l’Italia ad affrontare le restrizioni alla concorrenza, in particolare nel settore dei servizi, anche mediante una nuova legge annuale sulla concorrenza.

Nel DEF, il Governo preannuncia l’adozione, entro il 2019, di una nuova legge annuale sulla concorrenza e di nuove iniziative legislative per la tutela e la promozione di un’equa concorrenza, la revisione delle concessioni pubbliche e il potenziamento delle autorità di regolazione. Si osserva che le iniziative in questione non vengono ulteriormente specificate. A tale proposito, appare utile ricordare che la Commissione Europea nella Relazione per paese relativa all’Italia 2019(cd Country Report) del 27 febbraio scorso ha effettuato una prima valutazione circa il livello di attuazione delle raccomandazioni 2018 formulate nei confronti dell’Italia.

La Commissione ha rilevato come non siano stati compiuti progressi per quanto riguarda l’eliminazione delle restrizioni alla concorrenza  per la quale permangono ostacoli importanti. Alcuni settori, tra cui quello dei servizi alle imprese e del commercio al dettaglio risentirebbero ancora di una regolamentazione eccessiva. L’attuazione tempestiva della legge annuale sulla concorrenza del 2015 e l’eliminazione delle rimanenti restrizioni alla concorrenza sosterrebbero la produttività.

Le restrizioni, osserva la Commissione, riguardano soprattutto l’apertura dei negozi. Nell’ambito della propria valutazione, l’attuazione della Raccomandazione n.2 acquisisce rilevanza per la procedura di monitoraggio degli squilibri macroeconomici. Con riferimento alle misure di sostegno alle imprese, esse vengono prevalentemente orientate a sostenerne crescita e competitività attraverso la ripresa degli investimenti e lo sviluppo tecnologico del tessuto imprenditoriale italiano, caratterizzato in prevalenza da realtà piccole e medie.

Il PNR evidenzia la necessità di ridurre in maniera sostanziale le barriere agli investimenti, sia pubblici che privati, in linea con le osservazioni formulate dalla Commissione europea nel Country Report di febbraio 2019.

Il Governo italiano intende dare priorità alla tutela del Made in Italy e alla promozione dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, alla promozione dell’innovazione tecnologica, alla tutela delle PMI, al pagamento dei debiti della PA, allo sviluppo delle aree sottoutilizzate e alla tutela dell’ambiente alle energie alternative. In tale ottica, il Governo richiama l’approvazione, in Consiglio dei Ministri, di un Decreto legge tutt’ora in corso di definizione, che introduce misure urgenti per la crescita economica, in particolare sgravi ed incentivi fiscali, disposizioni per il rilancio degli investimenti privati e norme per la tutela del Made in Italy.

Il Governo segnala inoltre la pubblicazione di un portale web grazie al quale gli imprenditori possono trovare tutte le informazioni relative alle misure nazionali di incentivazione disponibili. Al contempo, vengono prospettate azioni di semplificazione amministrativa per l’avvio di impresa, l’ottenimento di permessi edilizi, il trasferimento della proprietà immobiliare e il pagamento delle imposte.

Il Governo prospetta poi un rafforzamento del Fondo di Garanzia delle PMI attraverso apposite misure contenute nel decreto crescita. Inoltre viene preannunciata l’istituzione di una banca per gli Investimenti con garanzia esplicita dello Stato, con la funzione di fungere da cabina di regia e da promotore per una razionalizzazione degli strumenti di accesso al credito per le PMI. Gli sportelli unici per l’impresa, già esistenti a livello territoriale, verranno inoltre potenziati.

Francesco Urraro – Senatore M5S

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Autore dell'articolo: Francesco Urraro

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