Un Venerdì di tradizione

La processione del venerdì Santo ad Acerra. Di questo giorno gli acerrani e la comunità tutta, possono vantare più di 132 anni di tradizione. La tradizione che si rinnova. Non c’è una data ove si è in grado di risalire all’anno esatto della sua prima uscita, ma risale a tempi lontani.

Don Nello Crimaldi scriveva nel libro “Esce ‘a Maronna” : “Ci sono ancora nella struttura della processione segni che testimoniano presenze di associazioni, certamente laicali, fondate su particolari radici spirituali. Si riferisce ad esempio alle “terziarie dell’Addolorata” e a coloro che vengono chiamati “collatori”.

Le prime hanno origine ben lontane, coltivano in modo particolare la devozione alla Vergine dei dolori, associata alla passione del figlio; mentre, i collatori, potrebbero risalire a qualche confraternita laicale, infatti, conservano un “abito” che era nei tempi passati, tipico dei “fratelli”. Lo conferma, oltre al camice, il tipico cappuccio. Quest’anno i cullatori erano vestiti solamente di nero”.

Le sacre scene, dall’Ingresso a Gerusalemme alla Deposizione nel Sepolcro, anche quest’anno hanno sfilato tra due ali di folla, proveniente anche dai paesi limitrofi. Successo consolidato per la diretta Facebook con la pagina Casa Teatro Germani Pulcrano che ha effettuato la diretta per tutti gli acerrani nel mondo. L

a banda musicale della città di Acerra ha partecipato come sempre alla rappresentazione, diretta dal maestro Modestino De Chiara, con un nuovo elemento e strumento in banda: il clarinetto, suonato dal regista teatrale Gianni Pulcrano, accompagnando la famosa “Il sol s’oscura”.

Che dire, bella processione, bei figuranti, bel pubblico. La speranza della comunità e di non fermarci al Venerdì Santo.   

 Vincenzo M.Pulcrano

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Autore dell'articolo: Vincenzo M. Pulcrano

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