Una favoletta Tutta Acerrana

Una storia che storia non è ma una semplice amara realtà, fatti concreti, dove la voglia di mettere in discussione e tanta, quanto la necessità di mentire alle semplici realtà. Vi parlo di una cooperativa, la famosa, ahimè,  “Tommaso Esposito” nella quale abito dal lontano 1988 e nella quale sono nati i miei figli, dove venni con enfasi e gaudio, per poi nel tempo scoprire tante false verità, ad iniziare dallo stato sociale, alla tipologia di assegnazione, in regime di godimento” ovvero, pagare un mutuo a terzi!!  Sich! per non essere mai dichiarato proprietario dell’immobile dove vivo, e restarci per 99 anni “in godimento”.    

Ma tutto questo nel tempo cambia, perché i debiti immensi, lo sperperio dei soldi della base sociale a scapito del pagamento dei mutui bancari, altrettanto ed ancor peggio, capitali depauperati in acquisto di immobili, terreni, negozi, ceramiche, feste, telefoni, mega stipendi, auto e proprietà; tutto documentato, e denunciato, ma chissà come, un esposto denuncia depositato alla Procura della Repubblica, con dimostrazione di sette anni di falso in bilancio, sparisce nel nulla, e nulla si sa più. Va beh! Poteri occulti.

Nel 1996 nasce la prima vera grande spaccatura con l’insediamento di un nuovo CDA fortemente voluto dalla base sociale della stessa cooperativa, con regolari e democratiche elezioni, si forma, un nuovo gruppo, che inizia a lavorare e capire come mettere mano ad una situazione disperata. Un immobile super pagato a Napoli, un altro ancora a Marigliano, un terreno comprato due volte a prezzo triplicato, un complesso edilizio iniziato e fallito ed un secondo ancor peggio, il pressing delle banche, dei creditori, imprese edili che vantavano milioni di lire, soci inviperiti, che vantavano e pretendevano la restituzione degli anticipi versati relativamente ai complessi fermi.  

Che dire, sei mesi assurdi, da impazzire, ore ed ore a capire, discutere, comprendere, per poi riuscire pian pianino a risalire la china, riaprendo i cantieri, con notti di riunioni, accordi, litigi, spaccature, ma alla fine, si riesce a concludere le costruzioni del complesso sospeso, assegnare in vendita gli stessi alloggi, onorare molteplici pagamenti, e quasi sanare, dico quasi, una condizione a dire poco inizialmente pazzesca.  

Si era iniziato l’iter burocratico per cambiare lo statuto della cooperativa, consentendo quindi a chi viveva in regime di godimento di poter acquisire a titolo definitivo la propria abitazione, e contestualmente di cedere in proprietà individuale gli alloggi del complesso IACP. Beh, che dire, sembrava davvero tutto in leggera discesa, si sentiva la fiducia delle famiglie, si era di fatto innescato un processo discendente, un mero miracolo.

Quando tutto sembrava finalmente avviato e forse si pensava di poter per un attimo pianificare meglio altre situazioni, ci si ritrova alla porta un certo Dottor Nicola Ermini proveniente da Firenze, il quale, con il suo stuolo di sette portaborse, arriva in pompa magna con due lussuose auto prese a noleggio, e sotto il quale spariscono gli ultimi spiccioli presenti in cassa.  

Assurdo… veramente assurdo

Inizia la seconda battaglia, che dura ben 4 anni, ma che solo per la sua dipartita, apre ad un secondo scenario: un nuovo commissario governativo; stavolta in carica sette anni, il Dottor Francesco Gioiello, uomo onesto, duro, collaborativo, intransigente ma aperto al pieno dialogo ed alla fattiva collaborazione istituzionale.  Con il Dr. Gioiello, si arriva alla definizione ed alla cessione in proprietà di ben 132 alloggi su 171, si definiscono le future strategie, si ripuliscono una serie di pendenze, si pagano e si cancellano pignoramenti giudiziari, si respira finalmente un’aria diversa, ma nasce parallelamente un piccolo gruppo composto da non acquirenti, guidati da ex soci e da due ex consiglieri, che in ottica di occupare a costo zero (cosa che fanno ed ormai si protrae da anni) si affidano a due avvocati che li guidano, contando su circa 80 famiglie, che non vogliono acquistare tantomeno pagare un regolare canone come regime di godimento; né spese ordinarie, né straordinarie, e neanche approvare i vari bilanci.

Il CAOS in poche parole.

Un Caos che porta alla disgregazione sociale, ad un conflitto fra Guelfi e Ghibellini, fra buoni ed i cattivi, fra i cosiddetti fessi (che hanno acquistato) ed i furbi (che non pagano dal 1994), mentre gli avvocati, fanno esperienza, al modico costo di 20€ a famiglia, per ben sette lunghi anni, e prosegue tutt’oggi. Che figata!. 

Ma nel 2013, il Dottor Gioiello nella sua relazione finale chiede al Ministero delle Attività produttive il fallimento della cooperativa, e dopo avere iniziato ben circa 100 azioni legali per il rilascio delle abitazioni indebitamente occupate, avviato l’iter per decreti ingiuntivi, viene richiesta e dichiarata la Liquidazione Coatta Ammnistrativa, e la Coop. passa nelle mani di un Liquidatore, tale Dottoressa Concetta Pannella con studio in Napoli ed in Benevento.

Oh!! Finalmente si liquida direte? Ma no … su dai, qui nascono le barzellette.

Siamo arrivati quindi a luglio del 2020 bene sette anni del NULLA, del SILENZIO dello SFACELO ASSOLUTO, di quella che fu una vera cooperativa, i palazzi cadono a pezzi, i condomini non riescono a fare e deliberare una beata s*ga, il gruppo dei disfattisti marcia su piani e richieste assurde, ed i proprietari non sanno a quale santo appellarsi. 

Appartamenti dati in sub affitto, venduti al miglior offerente a trattativa privata (manco fossero palazzine Ina Casa), a nulla valgono decreti ingiuntivi avverso la LCA, la quale dichiara lo Stato d’insolvenza, e demanda a terzi quelle opere di messa in sicurezza e salvaguardia, impossibili da portare a compimento vista la mancanza di liquidità, e chiaramente chi ne paga le conseguenze sono solo ed unicamente i CONDOMINI.

Direte, e chi controlla il controllore? Semplice ! si direbbe, il Controllato, ma che non può controllare nulla perché il controllo di per sé NON ESISTE.

OK, allora ci rivolgiamo al MISE (Ministero Attività Produttive Organismo di Tutela e controllo delle liquidazioni e delle cooperative) che benché subissato di lettere, denunce, diffide, TACE e rimanda, rimanda, rimanda, mentre gli anni passano,

Siamo stanchi davvero stanchi di questo modus operandi, di prendere per i fondelli le famiglie oneste, che intanto pagano tutto e regolarmente, si fanno carico di ogni onere e si sentono semplicemente presi in giro da CHI DOVREBBE TUTELARE la brava gente, ovvero le Istituzioni Nazionali, e gli organismi di controllo ministeriali. A breve sarà anche inviata una ennesima lettera firmata dai condomini al Ministero, quindi da chi ha denunciato tali anomalie, seguiranno altri aggiornamenti ed approfondimenti.

Il tempo è galantuomo, le prove ed i fatti, sono inoppugnabili, sono sotto gli occhi di tutti, questo è solo un primo stralcio, dove vengono esposti solo i MACRO fatti. La prima forse di una diversa storia acerrana.

riceviamo e pubblichiamo

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Autore dell'articolo: OPappecio

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